giovedì 16 novembre 2017

MUTUI E FINANZIAMENTI USURAI: COME DIFENDERSI CON UNA IMPORTANTE ORDINANZA DELLA CASSAZIONE

Una decisione importantissima in tema della dibattuta questione della cosiddetta “usura bancaria” relativa a mutui e finanziamenti che è tuttora oggetto di contrasti giurisprudenziali è stata pubblicata il 4 ottobre dalla sesta sezione civile con l’ordinanza 23192/17 che potrebbe favorire migliaia tra consumatori, aziende e utenti bancari in generale.



Secondo la Suprema Corte, per accertare se sono usurari o meno gli interessi praticati sul mutuo dalla banca è possibile cumulare quelli corrispettivi e quelli moratori e verificare poi il superamento del tasso-soglia ai sensi dell’articolo 1 della legge 108/96, tanto che nella fattispecie il debitore dovrà restituire solo la sorte capitale e non gli interessi, essendo nulla in ragione dell’articolo 1815 del codice civile la relativa pattuizione. Tanto che in caso affermativo risulta legittima la sentenza di merito che ha ammesso la banca al passivo di una società fallita soltanto per la sorte capitale del finanziamento. Nel caso affrontato dai giudici di legittimità, è stata rigettato definitivamente l’opposizione proposta da un istituto bancario nei confronti dello stato passivo di un’azienda fallita. 

Sottolineano i giudici di piazza Cavour che: «l’art. 1815, co. 2, c.c. stabilisce che “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” e ai sensi dell’art. 1 d.l. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in l. 28 febbraio 2001, n. 24, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore».

Si tratta evidentemente di una decisione molto che può contribuire a rendere giustizia a migliaia di consumatori ed utenti bancari, tanto da costituire un motivo in più per andare avanti nelle azioni già intraprese da SDL Centrostudi, volte ad accertare l’esistenza o meno dell’usurarietà che colpisce centinaia di migliaia di mutui e finanziamenti ancora in corso o che pur estinti non hanno raggiunto la prescrizione decennale per le richieste di rimborso degli interessi illegittimamente versati e che quindi devono essere integralmente restituiti.

lunedì 2 ottobre 2017

Sezioni Unite della Corte di Cassazione recante n° 21854 del 20/09/2017

Si rimette un commento alla recentissima pronuncia a Sezioni Unite della Corte di Cassazione recante n° 21854 del 20/09/2017 che conferma, ancora una volta, il carattere vincolante del provvedimento di sospensione dei termini del Pubblico Ministero, emesso ai sensi e per gli effetti dell'art. 20, co. 7 L. 44/1999.

Ponendo la parola "fine" a prassi distorte presso le Procure ed i Tribunali d'Italia, individua l'iter per ottenere la richiesta sospensione, attraverso il lavoro certosino e lo studio approfondito della normativa da parte del professionista assegnatario della posizione.

Palese dimostrazione del suo giusto operato conformemente a quanto dispone la Legge in materia, è, senz'altro, l'ordinanza di sospensione della procedura esecutiva emessa dal Giudice dell'Esecuzione, dopo aver preso atto del provvedimento di sospensione dei termini del Pubblico Ministero, ottenuta dallo Studio Legale dell'Avv. Biagio Riccio presso il Tribunale di Castrovillari dopo la redazione di una querela con contestuale istanza di accesso al Fondo ex L. 108/1996 da parte dell'Avv. Raffaele Garofalo, su precise e concordate linee-guida dell'Avv. Biagio Riccio.