lunedì 19 febbraio 2018

TRUFFAVANO I CLIENTI CON FINTE CAUSE CIVILI CONTRO BANCHE E RISCOSSIONI: ARRESTATI

La lotta ai reati bancari è un compito complesso e importante, e società come SDL Centrostudi svolgono il loro compito fin dalla loro nascita, con soddisfazione delle persone e delle imprese che si sono rivolte a loro per combattere reati come anatocismo e usura. 


A volte però capita che ci siano associazioni che, dietro la facciata presentabile, si rivelano essere una vera e propria associazione a delinquere. È il caso di F.E.O. – Progetto Benessere, che proponeva ad una vasta clientela della zona di Messina, Giardini Naxos, Taormina e Catania di rappresentare i loro interessi davanti ai tribunali civili o alle commissioni tributarie, promettendo la restituzione dei soldi indebitamente sottratti dalle banche. Chiedevano solo le spese per le pratiche e i contributi unificati, cifre variabili da 1.000 a 12.000 a seconda dell’entità delle cause che, però, non venivano mai iscritte a ruolo.

Il provvedimento scaturisce da indagini condotte sin dal 2013 dalla Compagnia di Taormina e dai Carabinieri della sezione Pg della Procura di Messina, che hanno consentito di documentare come Vincenzo Vanaria, spacciandosi per avvocato pur essendo stato radiato dall’albo degli avvocati di Messina già dal 2004, attraverso l’associazione F.E.O. – Progetto Benessere prospettava rapidi e pressoché sicuri successi nelle cause legali da intentare contro il Concessionario della Riscossione o gli Istituti Bancari a decine di persone che necessitavano di tutela legale poiché in gravi difficoltà debitorie con l’Erario o con Istituti di credito. In particolare, le attività di indagine hanno di fare luce su alcune decine di episodi, in cui Vanaria ha ottenuto dagli interessati l’immediata corresponsione di ingenti somme di denaro contante, per un importo complessivo di circa 100mila euro, senza tuttavia far seguire a ciò nessuna delle azioni giudiziarie progettate.

SDL Centrostudi, al contrario di società nate per approfittare delle disgrazie altrui, ha realizzato dalla sua fondazione, avvenuta nel 2010, oltre 407.000 pre-analisi gratuite effettuate sulle condizioni economiche di consumatori e soggetti in difficoltà, e ben più di 65.000 perizie effettuate su conti correnti e rapporti bancari in essere di privati e imprese strappati alla finanza spregiudicata messa in atto da istituti di credito di vario genere: tutti numeri che, nel complesso, hanno permesso sino a oggi di recuperare somme illecite sottratte agli italiani da Fisco, Equitalia, erario e banche per un totale complessivo di circa 240 milioni di euro, dato in aumento costante, dato il periodo, ottenuto quale totale tra recuperi del credito, aste sospese, posticipi di pagamenti, dilazioni, compensazioni, rinegoziazioni, saldi e stralci, sospensioni e/o annullamento di cartelle esattoriali non dovute. 

Ma come nasce SDL Centrostudi? Lo ha spiegato alla stampa lo stesso fondatore, Serafino Di Loreto. 

SDL Centrostudi nasce dopo che, nel 2010 il suicidio di un carissimo amico imprenditore dello stesso Di Loreto fu costretto costretto a un rientro immediato e altrettanto impossibile da uno tra i principali istituti di credito. L’evento dà il via a un caso eclatante che si concluderà con la verifica di un micidiale rovesciamento delle parti e l’altrettanto duro accertamento, per la banca, di aver tenuto una condotta ignobile e ladra. 

Oltre a contrastare giornalmente nei tribunali gli abusi di banche e finanziarie, SDL Centrostudi è fra le pochissime società che si impegna costantemente a divulgare e promuovere i molteplici vantaggi della Legge 3/2012 cosiddetta ‘salva suicidi’, assistendo il soggetto in difficoltà in tutte le fasi del percorso di risanamento delle proprie pendenze. Si tratta di un provvedimento legislativo poco noto, ma che consente di riabilitare soggetti fortemente sovraindebitati che versano in condizioni disastrose, stralciando e azzerando buona parte delle loro pendenze, e contemporaneamente ripulendoli da ogni segnalazione negativa e riabilitandoli ex novo presso tutte le Centrali Rischi Interbancarie, rendendoli dunque di fatto nuovamente finanziariamente credibili e altrettanto accessibili al credito al consumo.

giovedì 8 febbraio 2018

38 BANCHE BOCCIATE SU TUTTI I FATTORI DI RISCHIO: VEDIAMO CHI SONO

La crisi finanziaria, che così tanti danni ha fatto, ha avuto almeno qualche vantaggio? Uno sicuramente: le banche italiane sono state costrette ad affrontare in modo sistematico e organico il problema dei Non Performing Loan, noti anche come crediti deteriorati. L’operazione è stata talmente efficace che, secondo quanto risulta da uno studio dell'Area studi Mediobanca, su 414 banche analizzate, solo 38 nel 2016 sforavano tutti i parametri di rischio. È probabile che salvataggi e aggregazioni abbiano dimezzato il numero degli istituti di credito che non hanno superato il test nel 2017.


Sono stati presi in considerazione quattro parametri: il Texas ratio, che mette in relazione i crediti non performanti con il patrimonio netto tangibile. Se il valore di tale rapporto è superiore a 100 significa che le perdite potenziali sugli NPL sarebbero in grado di azzerare l’intero capitale. Il secondo parametro analizzato è il cost/income ratio, che valuta il rapporto fra costi e ricavi. Il terzo parametro riguarda la percentuale di NPL rispetto al totale degli impieghi. Se è superiore al 20%, l’istituto deve ancora impegnarsi per diminuire la quota. Le banche più colpite sono quelle di piccole dimensione, che magari hanno meno NPL ma che incidono maggiormente nei bilanci. Infine, è stato misurato il rapporto tra i crediti deteriorati netti e il cet1 (parametro patrimoniale di vigilanza).

38 LE BANCHE BOCCIATE SU TUTTI I FATTORI DI RISCHIO

Tirando le somme, 191 banche - il 46,1% del totale - passano il test a pieni voti; 87 (21%) sono rimandate in una materia; 35 (8,5%) in due; 63 (15,2%) in tre e 38 sono “bocciate” su tutti e quattro i fattori di rischio (9,2%).

Fra le 38 banche a rischio troviamo alcuni nomi noti, come Carige, che è stata coinvolta in una ricapitalizzazione d'urgenza a fine 2017, e Veneto banca e Popolare di Vicenza, le due Popolari venete finite in liquidazione coatta e “salvate” l'anno scorso da Intesa-SanPaolo. Etruria, Banca delle Marche e CariChieti sono rimaste in black list per gli Npl, anche dopo il bail-in. L'altra banca del quartetto, CariFerrara, ha solo un parametro “buono” - cost/income del 55% -, ma a fine 2016 aveva ancora un Cet1 negativo. 


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